Benefici Lavoratori – Decreto Cura Italia –

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Un nuovo articolo circa l’attuale “Decreto Cura Italia” (clicca qui per leggerne una sintesi esaustiva) per analizzare i vantaggi e le opportunità che sono stati previsti sia per i lavoratori autonomi che per i lavoratori dipendenti indebitati con le banche che hanno in essere dei prestiti contratti con le banche sotto forma di “Mutuo Prima Casa”.

Mutuo Prima Casa e Decreto cura Italia – Coronavirus-

Numerosi benefici per le famiglie sono stati previsti dal Decreto 18 marzo 2020 per fronteggiare la gravosa emergenza sanitaria del nostro paese causata dal Coronavirus (Covid-19); tra queste assume particolare rilevanza la previsione, all’interno del Decreto di cui sopra la sospensione della corresponsione delle rate per i mutui prima casa.

Chi sono i beneficiari della sospensione del pagamento delle rate del mutuo?

I potenziali beneficiari sono:

  • I lavoratori dipendenti che si sono visti ridurre l’orario di lavoro per almeno trenta giorni a causa del Covid-19;
  • I lavoratori autonomi che hanno subito perdite su base trimestrale pari al 33% sul fatturato.

Il Decreto “Cura Italia” ha eliminato anche il requisito – prima necessario e ora non più – del tetto di €. 30.000,00 di reddito Isee.

Come usufruire di tale vantaggio?

Per presentare la domanda alla propria banca bisogna attendere ulteriori chiarimenti sulle modalità attuative, che potranno giungere nelle prossime settimane.

 

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E’ stata prevista, da parte del Governo italiano, la possibilità di accedere ad un Fondo di Solidarietà, istituito presso il Ministero dell’ Economia e delle Finanze, per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto della prima casa, precedentemente istituito con la Legge 244/2007; tale Fondo risulta essere gestito dalla Consap Spa, a cui, sono stati affidati altri 400 milioni di euro che si vanno a sommare ai 25 milioni residui.

Quali sono i requisiti da possedere per richiedere la sospensione delle rate del mutuo?

I requisiti per chiedere la sospensione delle rate del mutuo sono:
– Essere titolare di un mutuo contratto per l’acquisto dell’immobile – adibito ad abitazione – di importo non superiore a 250mila euro;
– Il mutuo deve essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda;
– È ammissibile anche il titolare del mutuo che è già in ritardo con il pagamento delle rate, purchè il ritardo non superi i 90 giorni consecutivi.

Per i prossimi nove mesi, invece, non è richiesto l’ulteriore requisito – prima necessario – inerente il possesso di indicatore Isee non superiore a 30mila euro.

Documentazione necessaria

Con riguardo alla documentazione necessaria per accedere ai benefici, probabilmente sarà sufficiente un’autocertificazione per le partite Iva che dovranno dichiarare di aver registrato (sulla base delle dichiarazioni Iva) in un trimestre (o in un minore lasso temporale) successivo al 21.2.2020 un calo del proprio fatturato superiore al 33% del fatturato risalente all’ultimo trimestre 2019, a causa della situazione di emergenza sanitaria in cui versa il nostro Paese. Sul punto però il Ministero dovrà fornire comunque chiarimenti in merito al periodo di confronto da prendere come riferimento.

Per i lavoratori dipendenti che hanno subìto una riduzione dell’orario di lavoro o la sospensione dall’attività è atteso un decreto attuativo del Mef che dovrà “indicare” la durata della sospensione e specificare la documentazione richiesta, da presentare a corredo della domanda. Occorrerà, poi, sicuramente anche un certificato del datore di lavoro in cui attesta la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

Nell’aggiornare il regolamento, si presume che il Mef potrebbe anche indicare una soglia minina di riduzione del lavoro necessaria per accedere al Fondo.

Bisogna a questo punto domandarsi se vi è effettiva convenienza a richiedere la sospensione della corresponsione delle rate del mutuo; considerando i non pochi e nemmeno sottovalutabili svantaggi che tale operazione comporta.

Nel seguente e brevissimo articolo presenteremo gli svantaggi e le alternative a tale possibilità

CONVIENE SOSPENDERE LE RATE DEL MUTUO?

Ecco cosa consigliamo

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