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Oggi, è sempre più rischioso improvvisare e non è più possibile entrare in un mercato, o avviare nuovi business, confidando soltanto nella possibilità di imparare dagli errori, correggendo il tiro strada facendo. Infatti, gli errori oggi costano molto di più, rispetto a qualche tempo fa.

Un solo errore strategico potrebbe addirittura compromettere l’opportunità di realizzare un’idea valida di business o minare la sopravvivenza futura dell’azienda.

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Il business plan da presentare ad enti finanziatori potenziali deve contenere:

  1. La descrizione della “business idea” (progetto d’impresa o d’investimento) con la definizione del tipo d’impresa che s’intende far nascere e sviluppare (o riconfigurare);
  2.  
  3. La presentazione dell’imprenditore, degli animatori del progetto e del team di collaboratori, identificandone ruoli ed esperienze maturate;
  4.  
  5. Le indicazioni relative al mercato ed al target specifico di clientela, alla concorrenza ed ai fattori critici di successo (punti di forza e punti di debolezza, rispetto al mercato);
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La descrizione del “marketing mix” proposto al mercato, cioè dell’offerta aziendale dal punto di vista di:

  • prodotto/servizio;
  • politica di prezzo,coerente alla strategia di marketing (“premium-price”, allineamento, aggressione);
  • scelta dei canali di vendita, della conseguente organizzazione commerciale, nonché delle politiche commerciali;
  • piano di comunicazione (ipotesi di sviluppo dell’immagine aziendale, media/canali di comunicazione, tipologie di campagne di marketing e relativi investimenti).
 

Ciò, fino a sviluppare ipotesi ragionate sugli obiettivi di vendita;

 
  • la fattibilità tecnica del progetto, riguardo al processo produttivo, alla necessità di investimenti strutturali, all’impiego di manodopera, al ricorso all’outsourcing e alla necessità di servizi (energia, servizi informatici, servizi logistici, ecc );
  • la fattibilità economico/finanziaria nel medio periodo (almeno triennale), con l’indicazione del fabbisogno finanziario complessivo e delle relative coperture (investimenti strutturali, immateriali e per il capitale circolante).
  • a seconda del settore di riferimento, può essere utile sviluppare anche la valutazione eventuale dell’impatto ambientale del progetto;
  • il piano temporale (Gantt) di sviluppo articolato delle attività, degli investimenti e della struttura organizzativa.
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