Business Plan Start-up

Start-up innovativa nella Legislatura italiana
dal dicembre 2012 è in vigore in italia la disciplina sulle start-up innovative introdotta dal D.l. 179/2012 artt. 25-32 essa prevede un insieme di agevolazioni di varia natura per le nuove iniziative imprenditoriali classificabili come innovative in base ai requisiti stabiliti dal decreto legge istitutivo come da immagine.
Start-up non profit
Per start-up non profit intendiamo iniziative più o meno filantropiche gestite più o meno come un start-up profit oriented. l’Italia ha normato la figura delle start-up innovative a vocazione sociale, le c.d. SIAVS. IL decreto legge 179/2012 sulle start-up innovative prevede ulteriori benefici di natura fiscale per le start-up operanti nel sociale

Peculiarità Business Plan start-up

La prima e più evidente differenza rispetto ad altre tipologie di B.P. riguarda i destinatari, il Business Plan per Start-up è rivolto principalmente ai potenziali finanziatori della nuova iniziativa di Business -siano essi business angel, fondi di venture capital e private equity, organismi pubblici nazionali ed europei, banche- cui si deve cercare di dimostrare la validità, la solidità economica della nuova iniziativa, evidenziandone i fabbisogni finanziari nelle varie fasi del suo sviluppo, l’attitudine a generare cassa in una prospettiva di medio periodo, le strategie di investimento.

Il vero destinatario del Business Plan
il principale destinatario di un Business Plan per una start-up è sempre lo startupper dal momento che è il primo soggetto ad essere interessato a valutare in maniera strutturata la validità della sua idea. Il Business Plan è innanzitutto uno strumento di autoanalisi.
Trasformare l'idea in un modello di Business
il punto di partenza nello sviluppo di un modello di Business è la percezione di un’esigenza insoddisfatta presso determinati soggetti. Successivamente dovranno essere individuati con precisioni i clienti target; in questa fase di grande aiuto sono le tecniche di Marketing. individuato il bisogno e definiti i segmenti di mercato, bisogna delineare la soluzione con la quale si reputa di poter dare una risposta adeguata, “qualcosa per cui qualcuno sia disposto a pagare”. Il passo successivo sarà quello di individuare e organizzare i fattori chiave, di natura gestionale e organizzativa da cui dipende la concreta realizzazione della PROPOSTA DI VALORE O (VALUE PROPOSITION)

La fase di verifica

Dopo aver definito il modello che si intende perseguire è necessario testarne la validità.

L’aver ipotizzato un business model accattivante non è condizione sufficiente per poter partire con l’attività, anche se avviene spesso e con risultati disastrosi.

Spesso il nostro metodo per testare anticipatamente e in tempi brevi la validità di un modello  fa riferimento al lean start up-approach e alla customer development.

SPERIMENTIAMO LA VALIDITA’ DI UN MODELLO DI BUSINESS PER CAPIRE SE ESISTONO DEI CLIENTI INTERESSATI E QUANTO SONO DISPOSTI A PAGARE.