Pianificazione strategica studio professionale

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Pianificazione strategica studio professionale
PIANIFICARE L’ATTIVITÀ DEL PROPRIO STUDIO PROFESSIONALE: LUSSO O NECESSITÀ?Pianificazione strategica studio professionale

Pianificazione strategica studio professionale

La gestione dello studio professionale richiede una serie di capacità e competenze specifiche che nulla hanno a che vedere con l’essere bravi ed affermati nel proprio ambito professionale.

Fino a pochi anni fa, un lustro o al massimo due, la costruzione del portafoglio clienti avveniva in maniera spontanea: era sufficiente vincere le cause ed affidarsi al passaparola dei clienti soddisfatti; oggi, invece, il “mercato” dei professionisti (avvocati e commercialisti) è fortemente cambiato.

Ben note sono le difficoltà degli studi professionali giovani che stentano ad avviarsi e, dove già avviati, riscontrano problemi nella continuazione dei rapporti preesistenti e nella individuazione ed acquisizione di nuovi potenziali clienti.

Del resto la naturale e fisiologica crescita di un’attività professionale giovane richiede oggi nuove caratteristiche.

Non basta più essere “solo” bravi; bisogna riflette su una serie di tematiche che, mentre fino a pochi anni fa non preoccupavano chi era preposto alla guida, oggi si sono trasformate in vere e proprie domande che necessitano di risposte urgenti ed efficienti:

  • Come debbono essere impostate le modalità di interazione con i clienti?
  • Quali sono i mezzi più opportuni?
  • Quali sono gli strumenti più adatti per raccogliere i feedback dai propri interlocutori?

In altre parole ci si trova a dover  fare i conti con la Pianificazione strategica del proprio studio professionale!

Il successo dello studio dipende (e si misura) dalle Capacità Manageriali di chi guida l’attività, dalle capacità di pianificare accuratamente la propria “Azienda Studio Professionale”.

Del resto il primo (e principale) problema è modificare la propria visione: lo studio professionale è, a tutti gli effetti, una azienda.

In quanto tale l’”Azienda studio professionale” va gestita in maniera efficace ed efficiente, pianificando le attività per il futuro prossimo, misurando le performance, analizzando gli scostamenti tra i risultati ottenuti e gli obiettivi fissati nel breve periodo ed adottando, ove necessario, le giuste azioni correttive.

Tale atteggiamento non rappresenta una novità: è una pratica già esistente ma poco conosciuta e poco diffusa.

La domanda da porsi è: “perché mai un buon Professionista dovrebbe essere un bravo “Manager”? Non è forse meglio concentrarsi sulla propria professione?”

Ebbene, la risposta a tale domanda va ricercata nella utilizzazione dei singoli strumenti di pianificazione e Pianificazione strategica studio professionale. Ad esempio, la formalizzazione di un Business Plan consente la verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati in qualsiasi momento.

Sarà lo stesso piano a definire il carattere dello studio, confermando la disponibilità delle risorse necessarie per conseguire gli obiettivi economico - finanziari prefissati.

Bisogna tener presente, però, che la pianificazione è un esercizio continuo, che si articola in un ciclo di attività mirate all’elaborazione del piano stesso o dei budget che verranno predisposti in un momento successivo.

Bisogna, quindi,  inizialmente porsi almeno i seguenti interrogativi:

 

Ø  Chi siamo? conoscere profondamente se stessi, le proprie competenze, i propri punti di forza e di debolezza.
Ø  A chi vogliamo rivolgere i nostri servizi e a quali clienti conviene puntare? conoscere a fondo i clienti target.
Ø  Come vogliamo apparire agli occhi dei nostri clienti? comunicare.

 

La risposta a queste semplici domande è alla base del processo di pianificazione strategica della azienda studio professionale.

…Ma più concretamente cosa contiene un Piano Strategico?

  • strategia vincente nei confronti della concorrenza;
  • definizione della mission, della vision e dei valori su cui si basa l’attività dello studio, la sua ragion d’essere e le sue finalità, la c.d. “cultura aziendale”;
  • definizione, in termini tecnici, dei servizi che lo studio offrirà ai clienti, allo scopo di realizzare la propria mission e la propria vision (ovvero i prodotti forniti e i mercati cui sono destinati);
  • i rapporti umani, le persone e le competenze necessarie;
  • una serie di più dettagliati, che definiscono il modo in cui ciascun reparto o funzione dello studio contribuirà al raggiungimento degli obiettivi strategici generali (operatività e risultati);
  • i bilanci di previsione o budget, per il finanziamento degli elementi summenzionati;
  • le politiche e le procedure che devono guidare le azioni individuali in vista del raggiungimento degli obiettivi, nel rispetto dei valori dell’organizzazione (gestione e controllo);

sono solo alcuni dei componenti di un buon piano strategico.

 

Troppi professionisti vedono il proprio studio come un’entità diversa da un’impresa, magari come una sorta di estensione della loro carriera o vocazione professionale.

Spesso lo studio si trasforma in qualcosa di molto simile al “posto fisso” ed i soci che l’hanno costituito, invece di godere di una maggiore libertà, finiscono per dedicare tutta la loro vita al lavoro.

Oggi più che mai quando si perde di vista la natura imprenditoriale di uno studio, se ne vedono immediatamente le conseguenze negative…

Antonio Catalano

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